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Tempo di uccidere – Ennio Flaiano
In quei giorni in cui si è tanto parlato e sparlato dell’edizione 2022 del Premio Strega, mi sono presa una pausa e ho pescato nella libreria di casa un libro che avevo lì in attesa paziente: Tempo di uccidere, che valse a Flaiano la vittoria del primo Premio Strega, nel 1947. Conoscevo il Flaiano sceneggiatore, naturalmente, e altrettanto ovviamente conoscevo il Flaiano autore di aforismi fulminanti, irresistibili, tremendamente veri. “La situazione politica in Italia è grave ma non è seria”. Non conoscevo, colpevolmente, il Flaiano romanziere, ma ho una scusante: Tempo di uccidere è il suo unico romanzo dato alle stampe e, nonostante il grande successo ottenuto non fu mai…
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Vintage
Vi svelo un segreto … Ho un folle, smisurato e assurdo interesse per tutto cio’ che possiede una storia. E anche quando qualcosa non c’é l’ha, chiudo gli occhi la sogno, la immagino e poi la creo. In ognuno di noi é celato un lato bizzarro, se vogliamo, ma delicato, sottile, una parte sensibile, un po’ nascosta, che ci caratterizza e in qualche modo, almeno in una piccolissima parte, ci descrive, ci definisce … a me per esempio piace osservare, studiare gli oggetti appartenuti ad altri. La crescita mi ha regalato questo: la semplice capacità di ricamare su epoche, incontri, storie e vita. Una modo assolutamente insolito per assaporare e…
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Il dio delle piccole cose – Arundhati Roy
Il dio delle piccole cose di Arundhati Roy mi rincorre da molto tempo. Una decina d’anni almeno sono passati dal nostro primissimo, acerbo e sfuggente incontro. Questo titolo mi colpì la prima volta all’età di 15 anni. Lo vedevo osservarmi di rimando, stampato in rilievo sulla sua appariscente copertina a sfondo rosso, decorata con tanti piccoli pavoni privi di profondità, di un’edizione SuperPocket a sole 7900 Lire abbandonata lì tra i pochi ma forniti scaffali di una piccola ma curata ed accogliente biblioteca di montagna. Purtroppo, a me non piace seguire il fattore moda o quello novità per la scelta delle letture. Devo arrivarci coi miei tempi e spinta dal…
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Sud 1982 – Adriàn Bravi
Il freddo, sopra ogni cosa. Una pioggia melmosa che passa le suole cartonate degli stivali, impregna le divise di cotone, penetra le ossa. Nei racconti della scellerata riconquista argentina delle Malvinas, le Falkland degli Inglesi del 1883, il segnale di sventura viene da un ambiente umido ed ostile al quale i soldati assemblati in tutta fretta dalla giunta militare non erano in alcun modo preparati. Le Malvinas sono uno degli arcipelaghi più nebbiosi, freddi e brulli del pianeta. Sbattute dalle spumeggianti e violente onde dell’Atlantico, ricordano gli scogli della Scozia. Mentre la Scozia però si trova a 500 km da Londra, le Malvinas stanno a 500 km dalla costa argentina.…
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Lo straniero – Albert Camus
Non saprei quale sia la definizione di “classico” che più di addice, tra le quattordici elencate da Italo Calvino in un articolo del 1981 pubblicato sull’Espresso. Un libro che provoca continuamente, periodicamente, dibattiti e analisi critiche e che ogni volta se le “scrolla di dosso”? O “un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire”? In questo caso, sceglierei quella che riguarda la rilettura, che in fondo “è una lettura di scoperta come la prima”. Mi è capitato di acquistare e leggere libri perché ne parlavano tutti, perché non ne parlava più nessuno, perché mi erano stati consigliati, perché si erano nascosti nella dimensione spazio-temporale…
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Parole
Oggi penso alle parole… Curioso l’universo delle parole… Le nostre parole hanno tante facce e tante maschere, si travestono spesso… Parole pesanti come pietre e parole leggere come nuvole, parole che feriscono e parole che guariscono, parole che affondano e parole che salvano, parole che infliggono dolore e parole che regalano amore. Non ho mai creduto alla neutralità delle parole. E voi? Che le parole abbiano un peso o meglio lo debbano avere, per me non è un luogo comune. É realmente così, un dato di fatto, una constatazione amichevole. Ogni parola porta con se dei significati, precisi, univoci ed inequivocabili e quando il senso viene mal intepretato o mal…
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Madre piccola – Ubah Cristina Ali Farah
Uno dei grandi tabù della storia italiana, del passato d’Italia è e resta il colonialismo, con il suo ingombrante carico di razzismo, orrori e bugie. Sugli scaffali della mia fornita libreria due storie che mi attendevano da tempo, due storie che ci aprono gli occhi, ci costringono a fare i conti con quel che molti non sanno e altri preferiscono ignorare, rimuovere o indorare. Due volumi che proiettano quelle drammatiche e dimenticate vicende sull’oggi attraverso lo sguardo interno ed attento di due grandi scrittrici afro-italiane Cristina e Gabriella che le rigide etichette del momento piazzerebbero nell’infelice categoria “migranti di seconda generazione”. Di Gabriella Ghermandi con “Regina di fiori e…
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La misura del mondo – Daniel Kehlmann
Consiglio assolutamente Daniel Kehlmann. Intelligenza, spirito di osservazione e favolosi dialoghi! (Marcel Reich Ranicki). Quando il più famoso, importante e spietato critico tedesco elogia così un autore, viene quantomeno la curiosità di leggerlo; e una volta iniziato diventa impossibile, quanto intollerabile smettere per non perdere quel senso di sagace serenità e quel pizzico di auto ironia che emana dalle sue pagine. “Ma mentre Humboldt superava la periferia di Berlino e si immaginava Gauss seduto al suo telescopio a osservare i corpi celesti, le cui orbite sapeva riassumere in formule semplici, per la prima volta non avrebbe più saputo dire chi dei due aveva girato mezzo mondo e chi era sempre…
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Benvenuto Settembre!
Benvenuto settembre, profumi di magia e questo mi piace tantissimo. La tua bellezza è un’armonia semplice, fatta di piccole cose, le essenziali che sono poi le più grandi e affascinanti. Ricordo che da bambina attendevo con trepidazione il tuo arrivo: zaini da riempire, diari, libri, quaderni illibati tutti da scrivere, vivere e studiare. Crescendo, mi sono resa conto di aver conservato e custodito gelosamente quell’entusiasmo, quell’energia e quella carica che solo i nuovi inizi sanno offrire. L’anno non inizia a gennaio, bensì a settembre. L’ho sempre pensato, l’ho sempre sentito, sulla pelle e nella testa, in quel modo lieve ma oggettivo che hanno le cose più vere, le cose puntuali.…
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Scrivere
E così tutto ebbe inizio. Non credevo mi piacesse scrivere, non fin che non ho semplicemente iniziato a farlo, un giorno … un po’ per gioco, un po’ per caso… Solo ora, però, me ne rendo conto… ho sempre scritto senza scrivere, tra le pagine della mente, in rigoroso silenzio. Tutti i giorni, da una vita, sui mezzi pubblici, al supermercato, nella pigra prigionia dell’attesa, tra le scomposte e chiassose linee di una fila disordinata, in quelle notti buie, insonni, tormentate dall’ansia e dal silenzio. Il canale inesplorato della scrittura è sempre stato aperto e la magia di un foglio bianco, mista al fascino di un percorso inesplorato fatto di…